Emozioni e fiori di Bach

Il dr. Bach (1886-1936), medico britannico, è ricordato soprattutto per i suoi metodi terapeutici non convenzionali. Egli ha sempre cercato di dimostrare che salute e malattia sono strettamente correlati con lo stile di vita dell’individuo.

Il dr. Bach non distingueva la persona dalla malattia ed affermava che quanto accadeva al corpo fisico fosse direttamente legato alla mentalità del paziente, nonché, alle sue condizioni spirituali ed emozionali.

La componente emozionale è dunque di particolare importanza, ma quali sono le emozioni principali dell’essere umano?

  • Gioia;
  • Paura;
  • Tristezza;
  • Disgusto;
  • Rabbia.

A primo impatto sembra quasi che il bilancio emozionale sia negativo, in quanto solo “gioia” sembra abbia avere un evidente valore positivo, ma non è così poiché tutto dipende dall’equilibrio presente. È sempre la dose a fare il veleno, infatti:

  • la paura ci fa evitare di assumere atteggiamenti/comportamenti che potrebbero mettere a repentaglio la nostra incolumità;
  • la tristezza ci fa “sciogliere” in pianto e quindi ci alleggerisce l’animo a seguito di eventi negativi, o presunti tali;
  • il disgusto ci fa evitare il contatto con ciò che potrebbe turbarci e/o farci male;
  • la rabbia, oltre a farci “sfogare”, in modo tale da riuscire ad allentare le nostre tensioni, se opportunamente incanalata, potrebbe trasformarsi in tenacia, in forza dirompente.

Dunque l’equilibrio, la stabilità, porta sempre ad un bilancio emozionale positivo.

Quando non vi è una vera e propria armonia, ovviamente in assenza di patologie, ci sono degli strumenti che potrebbero aiutarci come, ad esempio, i fiori di Bach.

I fiori di Bach sono delle acque vibrazionali che possono essere usate sia per via orale sia per via topica, ma come vanno somministrati o utilizzati?

Per quanto riguarda l’utilizzazione topica si mettono alcune gocce nell’area interessata e si aspetta che la pelle le assorba per poi procedere con il trattamento deciso ad hoc.

Per quanto riguarda la somministrazione orale è bene che i fiori di Bach vengano scelti da un operatore preparato e capace di farlo. In caso contrario non si avrà alcun effetto.

Infatti, per ottenere dei risultati validi bisogna, necessariamente, avvalersi del colloquio che si terrà fra operatore e cliente. Questo passaggio è fondamentale.

Il “faidate” rischia di essere perfettamente inutile per una serie di motivi, fra cui:

  1. non sempre il problema che si crede di avere è quello primario, per cui si potrebbe prendere banalmente il fiore sbagliato. Ad esempio: l’emozione è la paura, per cui, si potrebbe pensare ad Aspen o Mimulus, anche se già in questo caso si tratta di due paure differenti, ma di cosa hai paura? Paura che agli altri accada qualcosa? Paura di morire? Paura di impazzire? Paura di perdere la persona che ami? Paura del futuro? Paura che viene dalla tristezza o viceversa? […] Ognuna di queste domande sottende un fiore diverso!
  2. Essendo coinvolti nel problema non sempre riusciamo ad avere quel distacco tale da farci ragionare e farci isolare il problema stesso.

Dunque è chiaro che l’operatore è un elemento imprescindibile. Il professionista può decidere l’approccio singolo, cioè utilizzare un fiore per volta, oppure può avvalersi di mix di fiori fatti preparare da una farmacista sotto sua indicazione, ovviamente.

Entrambi i percorsi sono validi, ma, personalmente, preferisco utilizzare un fiore singolo, al massimo due, in modo tale da lavorare un problema per volta. Step by step.

Inizio il colloquio lasciando libero il cliente di parlare di qualunque argomento per poi iniziare a formulare domande. Queste mi servono per sintetizzare le parole in un fiore ben preciso. È facile che verso metà colloquio ci si possa trovare anche con 10 fiori da dover somministrare, ma le giuste domande poste al cliente faranno ridurre notevolmente la suddetta quantità.

In questo articolo ho provato ad indicare un fiore per ogni emozione principale in maniera tale da dare indicazioni generiche dalle quali si può partire.

La prima emozione è la Gioia.

gioia-clematis.

La prima domanda da porsi è: “Perché non sono gioiosa?”, “Cosa mi impedisce di essere felice?”

La nostra gioia potrebbe essere turbata dal nostro pensiero che ci riporta o sempre al passato, impedendoci così di staccarci da esso (in questo ci potrebbe venire in aiuto anche il fiore Honeysuckle) o sempre al futuro facendo crescere la nostra ansia (per l’ansia i fiori da prendere in considerazione sono davvero tanti: Agrimony, Impatiens, White Chestnut…).

In entrambi i casi comunque non si vive nel “qui ed ora”.

Il fiore del “qui ed ora” è Clematis.

(Clematis Vitalba ph. www.giardinaggio.it)

Il tipo Clematis è quello che si definisce “grande sognatore” in quanto vive in un’altra dimensione. Spesso disattento e distratto tende a perdere facilmente la concentrazione.

Sembra quasi disinteressato da tutto ciò che lo circonda, in realtà, Clematis è in continua fuga. Egli cerca di scappare dalla realtà, da ciò che lo circonda per rifugiarsi nel suo mondo fatto di sogni e di grandi voli di fantasia.

Non riesce a vivere nel “qui ed ora”, non vive nel passato né nel futuro, ma in una dimensione tutta sua dove può costruire la realtà che più gli piace.

Vivono di ideali, ma sono poco pratici.

Il rimedio Clematis riporta alla concretezza, al presente, al “qui ed ora”, spinge a creare la realtà dal sogno, a rendere reali i propri desideri, le proprie fantasie.

Lavora dunque sul sesto Chakra (Ajña) e sul primo Chakra (Muladhara) poiché Clematis aiuta a radicare, a mettere radici, a porre, finalmente, “i piedi per terra”.

La seconda emozione è la paura. Per questa emozione ho indicato due fiori differenti: Aspen e Mimulus.

paura-aspen.

Il fiore è il Pioppo tremulo:

(Pioppo tremulo ph. www.giardinaggio.it)

È il fiore della paura, paura dell’ignoto.

Aspen non ha un motivo per aver paura, ma ne ha una moltitudine. Dice il dr. Bach che questa è una «paura mentale sconosciuta che ti avvolge come un velo, provocandoti paura, terrore, ansia e persino panico senza la benché minima giustificazione.».

Il tipo Aspen vive sempre con l’angoscia e con presentimenti negativi.

Il rimedio ha come missione proprio questo: riporta al senso delle cose aiutando la persona ad uscire da questa gabbia delle paure immotivate: si fa pace con i propri fantasmi.

Le paure immotivate vengono dunque motivate e, nella loro delineazione, avviene la trasformazione perché perdono forza e capacità distruttiva.

paura-mimulus.

Il fiore è il Mimolo giallo:

(Mimolo giallo ph. www.casaegiardino.it)

La paura di Mimulus è sempre motivata, è piena di consapevolezza.

Il genere, le persone Mimulus, sono molto timide e tendono a nascondere le proprie ansie, hanno ciò che si definisce come il tipico “carattere chiuso”.

Il senso di agitazione viene calmato soltanto con la fuga: amano particolarmente mettere “la testa nella sabbia”.

Nella trasformazione, quindi, non si deve far prendere consapevolezza delle proprie paure, perché ne conoscono confini e forme, ma si devono guardare per quello che sono. In questo si evita la fuga “tenendo a bada” le proprie reazioni prendendo fiducia nelle proprie capacità.

Riuscendo a vedere la difficoltà per quella che è e acquisendo maggiore fiducia nelle proprie forze, ecco che il problema stesso inizierà ad assumere le sue naturali dimensioni.

Oltre al dialogo ed ai fiori di Bach, per affrontare la paura, l’operatore olistico dovrà lavorare sul primo Chakra (Muladhara).

La terza emozione è la tristezza.

tristezza-mustard.

Il fiore è la Senape selvatica:

(Senape selvatica ph. www.giardinaggio.it)

È il fiore della tristezza.

Mustard è inconsolabile, senza speranza, si arrende alla vita che non ha più alcun motivo di gioia.

Il dr. Bach dice che un paziente gli ha riferito che: «come se una nuvola mi avvolgesse senza motivo. Dura un giorno o due e poi all’improvviso se ne va; è così bello vedere di nuovo la luce. Comincio a temerla, qualunque cosa possa essere.».

L’individuo Mustard vive con la sensazione che nulla ha più senso e che nulla vale la pena di essere vissuto.

Si vive in un incubo fatto di chiusure e di mancanza di comunicazione. In questo è bene lavorare sul quarto Chakra (Anahata) e sul quinto (Vishudda).

Tuttavia, anche per il “senza speranze”Mustard vi è una trasformazione e, in questo, si assiste ad una vera e propria rinascita.

Ci si riscopre portatori di luce, si riscopre la bellezza della vita.

La quarta emozione è il disgusto.

disgusto-crab apple.

Il fiore è il Melo selvatico:

(Melo selvatico ph. www.ideegreen.it)

È un fiore che serve per purificare la mente ed il corpo da quanto è causa di disperazione e di nausea.

È il rimedio che ci ridà il senso delle proporzioni, il tipo Crab Apple ha paura di essere contaminato, di essere sporcato sia fisicamente sia mentalmente sia eticamente. Ha paura del contagio in qualunque ambito della sua vita.

In lui vi è forte il senso dello sporco e della vergogna, di conseguenza è importante lavorare anche sul terzo Chakra (Manipura).

Nella trasformazione c’è una riconciliazione con il proprio corpo, con l’ambiente che lo circonda ed anche con il senso del piacere fisico.

La quinta emozione è la rabbia.

rabbia-holly.

Il fiore è l’Agrifoglio:

È un fiore che serve per purificare la mente ed il corpo da quanto è causa di disperazione e di nausea.

È il rimedio che ci ridà il senso delle proporzioni, il tipo Crab Apple ha paura di essere contaminato, di essere sporcato sia fisicamente sia mentalmente sia eticamente. Ha paura del contagio in qualunque ambito della sua vita.

In lui vi è forte il senso dello sporco e della vergogna, di conseguenza è importante lavorare anche sul terzo Chakra (Manipura).

Nella trasformazione c’è una riconciliazione con il proprio corpo, con l’ambiente che lo circonda ed anche con il senso del piacere fisico.

La quinta emozione è la rabbia.

rabbia-holly.

Il fiore è l’Agrifoglio:

(Agrifoglio ph. www.giardinaggio.org)

Il tipo Holly è facile da riconoscere perché è sempre dotato di grande rabbia. È chiuso, nel suo cuore non lascia entrare nessuno fino in fondo, non ha il senso dell’accoglienza ed è sempre ricco di livore e risentimento.

Il lavoro principale è da fare sul quarto Chakra (Anahata) e sul sesto Chakra (Sahasrara).

Holly è dunque il rimedio contro l’odio, contro l’invidia, contro la sfiducia nei confronti degli altri. Si sente sempre vittima di conflitti e vive la vita come se fosse in guerra: lui contro il resto del mondo che lo vuole distrutto, annullato.

Nella trasformazione la persona Holly esce dalla prigione dell’odio ed apre il suo cuore all’altro. La sua capacità di perdonare e di accogliere sarà la caratteristica che lo contraddistinguerà.

«La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facilee naturale che molti di noi hanno trascurato.». (Dr. Edward Bach).

Per approfondire:

bach e., Le opere complete e la biografia dell’inventore dei fiori di Bach, Macro ed., Città di Castello (PG) 2015.

chancellor p.m., I fiori di Bach, Armenia, Milano 1971.

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