La felicità non esiste, esistono le opportunità.

Quante volte mi sarò sentita ripetere: “Ci vuole fortuna!”.

Quante volte ho creduto a questa cosa eppure… il sentirmelo ripetere così frequentemente, di default, mi ha fatto prendere sullo stomaco “la fortuna”.

Non ho mai sopportato sta storia perchè mi faceva perdere la speranza di poter cambiare le cose. Una specie di predestinazione che ti vuole inchiodata nella condizione nella quale nasci e cresci.Dunque, essendo nata in quartiere di Roma che, oltre ad aver dato i natali a me li ha dati anche al “Dolce Stil Novo”, il mio ineluttabile destino sarebbe stato semplicemente una portare a conclusione ciò che avevo iniziato. Stavo fresca!!!!

Tuttavia, se da un lato accettavo pure io sto fatto della “fortuna” in una specie di rassegnazione inconsapevole, dall’altro, la cosa, mi infastidiva terribilmente.

Ma la vita sa sorprendere!

Per tutta una serie di vicissitudini, che mi hanno fortemente segnata, mi trasferii in una città della Basilicata.

“Bel cambiamento!” pensai inizialmente con il mio solito stravolgente e straripante ottimismo…

Il luogo e l’ambiente in cui inizialmente vissi era il regno del lamento (credo che il libro delle Lamentazioni sia stato scritto qui), della rassegnazione e dell’insoddisfazione. Posto perfetto per rendere ragione ad ogni mio pensiero catastroficamente catastrofico.

Beh… direi che stava andando tutto secondo i miei piani: non volevo più stare a Roma, infatti ero riuscita ad andare via, credevo nella sfiga e infatti tutti mi davano ragione.

Perfetto!

A questo punto continuo il mio percorso con il solito atteggiamento da rassegnata/incazzata: razzata insomma.

Ero un criceto nella ruota e non lo sapevo: correvo correvo, mi affannavo, ma stavo sempre lì.

Cerco di uscire fuori dalla mia condizione e lo faccio a modo mio, cioè senza pensare. Aggiungo errori su errori, ma continuo ad incolpare tutti compresa me stessa. Un misto fra lo scarica barile ed il vittimismo più evoluto… ma vuoi vedere che la storia della “fortuna” è vera?

Ma la vita sa sorprendere!

Nel momento in cui inizio a pensare che forse una “solida” rassegnazione sarebbe stata l’unica risposta ecco che faccio il mio incontro bello: la famiglia Dolzura.

Li ho incontrati grazie ad un corso. A dire il vero non ero nemmeno così convinta di farlo, tanto a che sarebbe servito? Tuttavia la loro gentilezza e la loro pazienza nel rispondermi, mi aveva innegabilmente attratto. Non sapevo nemmeno che “faccia” avessero, ma sono andata lo stesso spinta dalla curiosità.

Un incontro che sapeva, quasi, di casualità.

Una delle tante opportunità che la vita mi aveva offerto solo che, stavolta, l’avevo accolta.

Iniziano le lezioni ed imparo una marea di cose nuove. Mi innamoro di entrambi: prima di lui a dire il vero. Non tanto perchè è bono a morì, ma perchè nonostante il mio tormento, il mio malessere e la mia incontrollata spigolosità, è riuscito ad accogliermi amorevolmente lo stesso.

Lei, invece, inizialmente accogliente, ha “sentito” immediatamente la mia freddezza e, di conseguenza, ha fatto un passo indietro.

Dopo due giorni mi sono innamorata anche di lei e non solo perchè è bona a morì e cucina da Dio, ma perchè dotata di una bontà intelligente.

Torno carica da questo viaggio, ma… “gnente”… il mio entusiasmo si spegne subito soffocato dai miei mille problemi e dalle mie insicurezze.

Ma il mio viaggio era ormai iniziato: alti e bassi continui, “entusiasmo” e “fortuna”che si alternavano continuamente.

Continuo il mio percorso…

Ovviamente non smetto di frequentare la fam. Dolzura fonte inesauribile di conoscenza dalla quale attingo sempre nuove cose.

Nel mio girovagare incontro la Campanara. Quanto devo a lei ed ai suoi suoni!!!!

Anche con lei si parla di uno strano inizio: sento ancora il suo sguardo su di me. Occhi neri bellissimi che, come brace, ti entrano dentro e ti mettono nelle condizioni di guardarti. Ehmmm no, non mi piace sta cosa eh?!

La fuga è l’unica via!!!

Eppure è bastata la sua mano sulla mia ed il suo sguardo  privo di paura, ma ricco di accoglienza, per farmi capire che per tutti c’è un modo. Nessuno è escluso. Per tutti c’è la possibilità di essere accolti.

Una volta mi fece vergognare come una ladra perchè mi disse che ero brava.

Dovete sapere che, quando mi imbarazzo, mi diventano le orecchie rosse e gli occhi lucidi. Ecco… quello è il momento esatto in cui vorrei morire.

Eppure il suo sguardo mi fece accogliere quei miei due difetti che, oggi, per me sono fonte di grandi risate.

Accogliere ed accogliersi. Sempre. Anzi, accogliersi soprattutto quando è difficile.

Quando finì il mio corso Reiki avrei voluto abbracciarla e sciogliermi in un pianto liberatorio… di quelli trattenuti da anni… macché non ce l’ho fatta. Vabbè sarà per la prossima volta, ancora non sei pronta. Pensai. So piangere solo quando sono sola. Accolsi questo mio limite e, invece di giudicarlo, me ne presi cura. Feci ciò che la Campanara mi aveva insegnato.

Continuo nel mio peregrinare e…intanto, su fb, da tempo, frequento due persone, una specie di elfetti: la sig.na “Profumo di bellezza” e la sig.ra Pungolatrice.

Immediatamente mi innamoro della sig.na Profumo perchè lei ha il coraggio di essere ciò che fa. Profonda conoscitrice degli oli essenziali e della forza che sprigionano con tanta generosità, lei ne è parte integrante.

Voglio essere come lei: diventare ciò che amo. Perchè lei è ciò che fa.  Diffonde la bellezza del profumo, ti tocca l’anima, lei stessa si commuove di questa delicata forza e la sparge. Senza parsimonia. Instancabilmente.

Alle volte lei è Lavanda, altre è Eucalipto, altre è Sandalo… è una creatura angelica e non può essere altro che questo.

La adoro.

Mi prendo un po’ del suo profumo e lo faccio mio. Ho imparato a rubare ciò che è bello.

Continuo il mio percorso, ma la mia strada ora inizio a vederla. Un po’ confusa, questo sì, ma inizio a vederla.

Troppi incontri belli per non riuscire più a vedere ciò che voglio. Fortuna? No, semplicemente opportunità accolte. Nulla di più.

La fortuna non esiste. Ora lo so.

Bene… è tutto bellissimo, ma come si fa a diventare ciò che voglio?

Ecco una nuova difficoltà da superare. Ancora una volta devo spaccare la solita convinzione della “fortuna”.

Purtroppo le convinzioni, i condizionamenti, hanno la capacità di presentarsi con più sfaccettature… mannaggia oh, devo ricominciare daccapo?

La vita sorprende sempre.

Si profila la sig.ra Pungolatrice. Una rompiscatole che non immaginate… lei dice frequentemente una frase che a me fa diventare veramente isterica: “Se ce l’ho fatta io, ce la potete fare pure voi!”. Mamma mia che nervoso oh!!!

A me non è così. Cosa ne sa lei di dove vivo?

Cosa ne sa lei del mio ambiente?

Cosa ne sa lei di come vivo io?

Cos… o cavolo sto “cosando”. Sto ritornando indietro e mi sto ributtando nelle braccia del concetto “fortuna”. E no eh?! Qui non si torna indietro, al massimo, si muore da eroi.

Mi allontano un po’ dalla sig.ra Pungolatrice che mi fa stare sempre scomoda. Avete presente quando vi accomodate e c’è qualcosa che vi disturba e non sapete cos’è? Bene… la tipica spina nel fianco. La Pungolatrice appunto.

Non sono d’accordo un cavolo con quello che dice, però… allora faccio così… mi ci affianco e prendo un po’ di quello che dice. Rubicchio qua e là e vediamo cosa succede.

Io ho i miei tempi e le mie modalità, però ho sempre l’orecchio teso, anche quando non sembra.

Vediamo cosa succede… succede che…

Succede che la fortuna non esiste.

Succede che la vita è un continuo “ricalcolo di percorso”.

Succede che la vita si diverte a cambiare le carte in tavola.

Succede che il nostro compito è quello di giocare con ciò che abbiamo in mano.

Succede che, quello che abbiamo in mano, è esattamente ciò che ci serve.

Cerchiamo tutti la ricchezza, il successo, la gratificazione… tutte cose che provengono “da fuori”.

Sono arrivata a 52 anni per comprendere che io, tutte queste belle cose e molto altre, le ho già e nessuno può portarmele via.

Ho deciso.

Ho deciso di volermi circondare solo di bellezza.

Questo è il mio percorso.

Voglio circondarmi di una bellezza fatta di libertà di potermi sciogliere in un pianto senza vergognarmi, libertà di essere quello che sono nel bene e, soprattutto, nel male, libertà di non farmi condizionare da pregiudizi e/o sovrastrutture.

Circondarmi di una bellezza fatta di profumi, di oli profumati, di natura, di bonsai, di campane e di cristalli.

Voglio circondarmi di bellezza e poterla diffondere con la mia vita, con la mia persona, con il mio lavoro.

Portare tutta la gioia e la gratitudine che ho nel cuore.

Tanta è la strada che devo ancora percorrere e chissà quante volte mi perderò, ma già so che sarà bello anche perdersi perchè se non mi fossi persa non avrei mai incontrato la fam. Dolzura, la Campanara, Profumo di bellezza e la Pungolatrice.

Se non mi fossi persa non avrei mai potuto conoscere il mio ultimo, per ora, personaggio: il sig. Diffusore di bellezza che, con i suoi cristalli mi fa incontrare, nel concreto, quel pezzo di cielo a cui, ogni sera, prima di addormentarmi, consegno le mie speranze ed i miei sogni.

P.S.: il mio percorso non è stato ricco solo di incontri felici, ma anche di incontri negativi. Tuttavia ho deciso di non menzionarli in quanto veri vampiri di energia.

Ogni incontro negativo ha già assorbito troppa energia e ricordarli significa, in qualche modo, riattivarli.

Consegna il passato al passato e gioisci di ciò che di bello la vita ti propone.

Grazie a tutti voi.