Blocchi energetici

Prima di parlare a proposito dei “Blocchi energetici” è bene sottolineare la differenza esistente fra creare e ri-creare.

La ri-creazione non è una creazione ex-nihilo, dal nulla, possibile solo a Dio, ma si tratta di una creazione ex novo: una rimodulazione del proprio essere volto ad una ri-scoperta della propria vocazione. L’elemento fondamentale, da alimentare, è la creatività. Essa è la capacità insita nell’uomo di produrre idee, di fare esperienza e di elaborare pensieri.

Tre sono gli aspetti della creatività:

  1. La mente determina ciò che è stato creato;
  2. Le sensazioni e i desideri alimentano il processo creativo;
  3. La volontà determina il modello e la forma della nostra creazione.

Se i precedenti aspetti non sono in sintonia la nostra creazione rimane incompleta.

La creatività, in ogni suo aspetto dunque, dovrà essere lasciata libera di scorrere in piena libertà. Purtroppo in alcuni casi tale movimento viene rallentato e/o fermato.

Cosa crea un blocco creativo? Cosa non ci permette di rinnovar-ci, di ri-crearci?

La risposta è semplice: la paura.

Quando siamo spaventati i nostri comportamenti si possono riassumere in:

  • ci blocchiamo: se mi fermo, mi fingo morto, il mio nemico non mi ucciderà;
  • fuggiamo: se scappo e corro più veloce mi salvo;
  • combattiamo

In tutti e tre i precedenti casi avvengono, in noi, diversi fenomeni sia dal punto fisico, (secerniamo ormoni ad hoc, aumentiamo il battito cardiaco, la nostra respirazione cresce finanche le nostre pupille si dilatano…) sia dal punto di vista energetico.

La paura determina la separazione energetica fra ciò che pensiamo e ciò che proviamo: ci ritroviamo separati in una sorta di dualità.

La separazione, la dualità, è un elemento che permane e si ripropone nella nostra vita per ricordarci quella sensazione di paura che, in qualche modo, ci ha salvato la vita. Per riunificare il tutto si ha bisogno di un percorso di crescita personale fatto con professionisti preparati.

Ovviamente più è grande la paura che abbiamo provato e maggiore è il blocco che abbiamo provocato alla nostra vita.

Cosa fare per elidere definitivamente il blocco? Soprattutto: è sempre possibile rimuoverlo? Purtroppo non sempre ne è fattibile l’eliminazione, alle volte dobbiamo solo imparare a conviverci, ma prendendone coscienza riusciremo comunque a non farci da esso condizionare.

Evidentemente non esiste una ricetta valida per ogni singola persona perché tutto dipende e dall’evento che ci ha spaventati e dal modo in cui lo abbiamo accolto ed elaborato. Sempre che lo abbiamo elaborato!

Per proseguire nella liberazione della nostra creatività si deve dunque procedere a percorrere il verso opposto rispetto a quello che abbiamo effettuato atto a far scattare il meccanismo difensivo che ha causato il blocco energetico: perchè il blocco, se non viene sciolto, continuerà a condizionare ogni nostra scelta provocando una sorta di “circolo vizioso”. Quest’ultimo rappresenta l’insieme di tutti quei comportamenti che si eseguono per far sì che ci si riporti a vivere sempre le stesse situazioni.

I “circoli viziosi” li sentiamo come dei luoghi sicuri perché ne conosciamo le caratteristiche e ne prevediamo il finale. Così facendo ci sentiamo protetti perché possiamo esercitare un controllo diretto sugli eventi. O almeno così ci illudiamo. Entriamo dunque in un pericoloso loop nel quale viviamo tormentati e dal quale non riusciamo ad uscire e ogni volta che tentiamo di liberarci dai nostri legacci sentiamo subito la nostra voce interiore che ci dice di ritornare nei ranghi. Questa voce interiore è in realtà un continuo ammonimento che ci porta ad una feroce autocritica, che ci incolpa incessantemente di quanto è successo, che non ci permette di accoglier-ci e che ci fa rinunciare a qualunque tentativo.

È una voce autorevole che ci rende sempre più schiavi sia degli eventi e sia di quelle persone che, utilizzando le nostre paure, riescono a manipolare le nostre menti.

È evidente che dobbiamo spezzare questo circuito.

Ritorniamo quindi alla domanda madre: cosa ci spaventa? L’individuazione della nostra paura ci pone già sulla strada della liberazione.

Una volta delineata la paura, e l’evento che l’ha scatenata, dobbiamo passare a ri-sanare la dualità che lo shock ha causato.

Innanzitutto è importante cambiare il nostro linguaggio, per cui frasi tipo:

è stata colpa mia;

non ce la faccio;

non posso;

non me lo merito;

non fa per me;

non riesco;

non sono capace;

vanno sostituite con:

non è stata colpa mia;

ce la faccio;

posso;

me lo merito;

fa per me;

riesco;

sono capace;

Nell’effettuare le precedenti sostituzioni, si sana la dualità scaturita dalla paura che ha creato quel dato blocco energetico e che ci impedisce di uscire dal loop che lo spavento stesso ha creato.

Una volta sciolti i blocchi energetici siamo finalmente liberi di sperimentare il piacere e l’amore che nascono quando assecondiamo l’energia creativa che sorge spontanea da dentro di ognuno di noi.

Dice B. A. Brennan nel suo libro “Light Healing”: «Sei un essere creativo. Abbandona le catene delle autocritiche con cui ti tieni prigioniero.».

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